IIS G.Maddalena

Istituto G. Maddalena Adria
La scuola migliore

ISTRUZIONE Lo Studio Della Fondazione Agnelli su 145 mila studenti. Le Classifiche in 4 regioni: meglio le statali

La scuola migliore? Quella in provincia
Chi prepara meglio all'università: la sorpresa degli Istituti tecnici

ROMA — Come formano agli studi universitari le scuole superiori italiane? Quali sono, una ad una, e in che posizione si trovano in una classifica di qualità, quelle  dalle quali provengono i migliori studenti universitari? Cercando di rispondere a queste domande la Fondazione Giovanni Agnelli ha condotto uno studio su quattro regioni italiane, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Calabria. E ha ottenuto una graduatoria di 453 scuole lombarde, 213 piemontesi, 179 emiliane e romagnole e 166 calabresi, per un totale di 145 mila studenti. Gli istituti professionali sono stati esclusi perché la loro missione formativa è fortemente centrata sull'ingresso diretto nel mondo del lavoro.
I risultati? Tre gli esiti più significativi. Primo: gli istituti tecnici hanno fatto un ottimo lavoro, non solo come preparazione da sfruttare subito sul mercato ma anche per l'ingresso in facoltà. In sostanza non è vero che arrivano all'università quasi esclusivamente gli studenti dei licei. Secondo: esiste un «effetto provincia», per il quale gli studenti dei piccoli centri hanno in media risultati universitari migliori rispetto a quelli delle grandi città. Questo probabilmente perché l'investimento in istruzione universitaria è più gravoso per le famiglie dei fuori sede e quindi gli studenti sono più motivati. Terzo: la maggior parte delle scuole non statali confermano performance più deludenti rispetto a quelle statali. Quindi il lavoro svolto dalla scuola «pubblica» resta di qualità superiore.
Elementi confermati dalle classifiche. In Lombardia la migliore è l'istituto tecnico commerciale Di Rosa, di Desio, seguita dal tecnico industriale Magistri Cumacini di Como. In questo caso la scuola di Como è in pratica al primo posto perché il Di Rosa da alcuni anni ha chiuso l'indirizzo tecnico. In Piemonte la migliore è l'istituto superiore Carlo Denina di Saluzzo (Cuneo). Un altro superiore, il Polo di Cutro (provincia di Crotone) è al primo posto in Calabria. In Emilia Romagna, invece, il ranking è aperto dal tecnico-industriale Enrico Fermi di Modena.
Lo scopo di questa indagine, spiega il direttore della Fondazione Andrea Gavosto, è naturalmente «valutare le scuole in funzione della preparazione all'università. È chiaro che nessun sistema di valutazione è perfetto e che anche altri parametri sono importanti per giudicare una scuola, per esempio il benessere degli studenti, il livello culturale, la capacità di educazione e di inclusione. Ma manca in Italia un riscontro di questo tipo, così come manca una vera e propria cultura della valutazione e del rendere conto alla collettività come invece è giusto che sia».
Il punteggio ottenuto è costruito a partire dal contributo specifico della singola scuola al successo universitario dei propri diplomati, mettendo quindi volutamente «da parte» il contesto socio-culturale, quello territoriale e le caratteristiche individuali degli studenti. Sulla base di dati del 2007-2008 messi a disposizione dal ministero e dagli atenei, la Fondazione ha esaminato i  libretti universitari di 145 mila - ragazzi che si sono iscritti all'università entro due anni dal diploma. Ha guardato voti e crediti, ha considerato cioè al 50 per cento il profitto elevato e la velocità nel sostenere gli esami.
«Siamo l'unica regione del Sud ad essere presente nella ricerca e questa è la sfida che abbiamo voluto raccogliere», ha detto l'assessore regionale alla Cultura della Calabria Mario Caligiuri.


Non solo dai licei
Non è vero che a proseguire gli studi è
quasi esclusivamente chi proviene dai licei.



«Questi tipi di ricerca sono il segnale di un grande interesse per la valutazione delle scuole —ha commentato invece il direttore generale dell'Ufficio scolastico della Lombardia Giuseppe Colosio —.Mi lascia però perplesso che si voglia dedurre la à qualità di una scuola dal risultato di uno studente alla fine del primo anno di università. La- scuola conta nel percorso universitario ma vi concorrono anche) molti altri fattori. Dunque le ultime in classifica non si deprimano e le prime non si esaltino troppo».


Mariolina Iossa

Corriere della Sera 1 aprile 2012


 
Stage a Cannes 2012 PDF Stampa Email

Alla scoperta della Costa Azzurra
Stage linguistico per cinquantasei studenti dell’ITCSG “G. Maddalena” di Adria



La città di Cannes, nella Costa Azzurra, conosciuta per il suo Festival del cinema, per la “Croisette” e per la suggestiva passeggiata sul lungomare, ha accolto per una settimana cinquantasei studenti delle classi seconda, terza e quarta dei corsi Igea ed Erica del “G. Maddalena”.
Lo stage linguistico, organizzato dal “G. Maddalena”, con il contributo di ESCCOM  LANGUE MÉDITERRANÉE, si è svolto lo scorso marzo, dal 11 al 17.   Il progetto è rivolto a coloro che desiderano perfezionare la conoscenza della lingua francese ed entrare in stretto contatto con la vita, la cultura e la società francese.
Al mattino gli studenti, divisi in piccoli gruppi a seconda del livello di apprendimento, hanno seguito le lezioni tenute da docenti di madrelingua specializzati nell’insegnamento del francese lingua straniera. Il programma, preventivamente concordato con le insegnanti di francese delle classi partecipanti e volto al potenziamento della lingua orale, si è sviluppato in un ambiente di lavoro caloroso, ma professionale. Tra le iniziative didattiche più simpatiche, la visita al mercato cittadino che ha visto i ragazzi impegnati in interviste a clienti ed esercenti.
Al pomeriggio gli studenti hanno potuto apprezzare alcune località di particolare interesse artistico/culturale ed economico nei dintorni di Cannes: Grasse con la visita a una sua nota fabbrica di profumi; Eze (“nido d’aquila”), suggestivo villaggio arroccato sulla cima di un monte e il suo splendido giardino botanico; Nizza, con le sue numerose attrattive, come la visita di una Confiserie, fabbrica di dolciumi, e il Palais Lascaris, affascinante museo degli strumenti musicali antichi. Infine, sulla via del ritorno, particolarmente apprezzati sono stati la Cattedrale e il cambio della guardia al Palais des Princes di Monaco.
Un aspetto particolarmente interessante del progetto risulta essere la sistemazione dei ragazzi presso famiglie francesi, che si sono dimostrate, nella quasi totalità dei casi, molto accoglienti e sono state coinvolte direttamente in diverse attività svolte dagli studenti nell’arco della settimana. Un’occasione quindi di vivere in prima persona la quotidianità in Francia, apprezzandone la cucina e la cultura in genere, potenziando nello stesso tempo la conoscenza linguistica, grazie al contatto diretto con la madrelingua.
Da sottolineare l’apprezzamento che i ragazzi hanno ricevuto, tanto dai docenti, quanto dalle famiglie francesi, che dimostra appunto l’impegno profuso dagli studenti nella buona riuscita dello stage. 

 

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